lunedì 26 aprile 2010
Ophelia.
Che fatica dire uomo, mi sembra il tempo volato, mi piacerebbe scrivere "ragazzo" ma ahimè.. Così è la vita. Proprio in considerazione del tempo passato e quello davanti "incerto" ma sicuramente non senza Ophelia, non potrei vivere senza. Sarà che sono 30 anni, ormai, o solo 30 anni, ancora, certo che con Ophelia vorrei vivere sempre, e probabilmente se ci fosse una vita eterna, non potrei viverla senza lei. Lei è tutto per me. Fino a quando non l'ho conosciuta, prima dei 16 anni, ero un contestatore, o meglio ero solo un contestatore, contesto ancora :D Da quella età, io e Ophelia non c siamo più staccati, neanche un giorno, forse mezza giornata, se ricordo bene. Vita difficile, sicuramente, malattie, disgrazie e problemi a non finire, ma sempre insieme o meglio, mano nella mano. Meglio dire che Ophelia mi ha tenuto per mano. Non esagero ma è stata la psicologa più appropriata per le mie paranoie, una pazienza proverbiale, che io cercavo senza volere di smontare. Non che fossi cattivo, solo paranoico, ovvero, le mie manie, le mie insicurezze. Anche Ophelia aveva le sue debolezze, non era superWoman! Ma io mi appoggiavo a lei, non lei a me. E' stato tutto per me, appunto. Oggi sto pensando, o meglio da un po di tempo sto pensando a questo, con il tempo passato, la vita insieme, i rimpianti e le nostalgie.
Ho deciso di scrivere 4 righe in questo blog, come se potesse ripagarla, come se potessi tornare indietro, sì, perchè io con Ophelia ci vivrei mille vite ancora, rifarei le stesse cose, forse vivrei più serenamente, cosa che non mi è mai riuscita, nonostante avessi lei vicino. Vorrei un giorno trovasse questo che ho scritto e che altro scriverò, come una sorpresa. "Sì,Ophelia, sono io e questo è per te, proprio per te". Ti amo, amore mio..
domenica 25 aprile 2010
I primi ricordi di Ophelia
I primi ricordi di Ophelia: saltano alla mente le scarpe di tela nere e la camica a scacchi, sul blu, insomma. Ovviamente i capelli lunghi, scuri, castano scuro, i Jeans, e sempre, il sorriso!
Non sò se sorideva sempre ma non so perchè soridesse a me, in fondo, ero antipatico, anche un po stupido, quando scherzavo senza pensare di poterla ferire sulla sua "prominenza pettorale", un seno grande per una ragazza della sua età, drei molto sexy, che il suo viso d'angelo rendeva ancra di più sexy. In compagnia della sua amica, e inseguita dai 4 o 5 ragazzotti i paese. Ma io timidone nonostante il mio atteggiamento lo volesse nascondere, ero attratto dal suo sorriso, diventamo subito amici, pardon non subito amici, amici per noi due è sempre stata una parola grande, non svuotata come negli ultimi tempi del suo significato. Ma sapevamo che il nostro destino era diventare amici, anzi, più che amici, alla fine, io anarchico dichiarato ( nel paese ero molto rspettato come anarchico..) mi ritrovai in breve a suonare le canzoni con la chitarra alla messa, la domenica mattina. Ovvio, per non perdere la faccia, strimpellava qualche nota di Guccini, o Bob Dylan, del tipo " il vecchio e il bambino" , quelle lì, insomma..
.... Si suonava la chitarra e insomma, tutti suonavamo. Certo mai come i "Big" erano capaci di fermare i giovani nel paese quando suonavano insieme e radunarli nella piazza principale, in seguito, si intraprese la bella attività di suonare fuori dalla discoteca pezzi di blues country.. Per convincere i discotecari che la vera musica era la nostra...Ophelia suonava anche lei. Sui gusti musicali non si era d'accordo, a parte ovviamente le scelte di natura politica, ma sopratutto sul cantautore migliore..A lei piaceva De Andrè, mentre a mè, ovviamente senza dirlo, De Andrè, Nomadi, Lolli ma sopratutto Guccini! Avevo messo a punto un modo di accordare la chitarra leggewndo "La Balsa", un racconto di un viagio in zattera. Il sabato si accordavano le chitarre che dovenano suonare la domenica dopo, e la domenica mattina si scordavano :D Quasi tutto il circolo parocchiale , in breve tempo suonava la chitarra, chi per suonare in chiesa, chi per suonare Country, Guccini e Dylan, ma insomma..Si suonava.
Ma se non ricordo male, anzi sicuramnte ricordo bene, una tappa importante per la storia mia e di Ophelia si ebbe a Dernice, un paese di montagna...
DERNICE
Dernice.. Per chi c'è stato e ha buona memoria potrebbe bastare per sapere chi siamo io e Ophelia, comunque un paesino tranquillo , dove un nostro amico aveva una casetta in montagna, a Dernice appunto.
andava di moda ubracarsi in una sorta di "ti amo e quindi soffro bevendo", anche io amavo questa tipologia ...Ma allora non sapevo per chi ubriacarmi, anzi, forse eravamo in due per la stessa persona, tuttavia, il mio amico mi dette una bastonata, con un cocktail di grappa da fare invidia al più grande bevitore, anche a "Guccio" probabilmente..Tanto che andò in coma alcolico! Del resto la giornata era da dimenticare, piovoso, uggiosa, noiosa.. Ma al ritorno, il viaggio con Opelia mi fece dimenticare sbornia e resto, tanto che per la prima volta accompagnai una donna, ops, ragazza a casa. Insomma, il suo viso bagnato dalle lacrime per uno screzio ricevuto, me la stampò nel cuore! Da allora non feci che pensare a Lei.
Non ho mai avuto pensiero migliore, amore mio...
....Quindi come si diceva un tempo, ti ho fatto il "tiro" per un anno. Certo, per fartelo sapere ho utilizzato un amico! Intanto si fumavano le prime sigarette, un po di tutto, e mntre fumavamo una kim, mi dicesti un po risluta di darci una mossa a farmela passare! Brusca certamente, ma i problemi che stavi attraversando non potevano creare spazi per sdolcinature. Ovviamente il tuo invto sortì l'effetto contrario, fino al giorno che.. Seppi di un tuo interessamnto per un certo omonimo di pilota da formula uno. :D:D e allora.. pensai, la cosa migliore che tu sia felice, insomma.. e me ne andai dagli amici, iniziai a cambiare giro, anzi a non avere giro, del resto lavoravo e le 8 ore e più in officina mi bastavano per la socializzazione, ricordo che poi il mio cavallo di battaglia era " l'antisociale" non soffri molto per la mancanza di amici, ma mi sembrava strano che tute le sere scendendo dal treno, tu eri "per caso" in stazione con la tua amica d'nfanzia e per non dire il nome, lo chiamerei senza offesa il "guru" che poi era veramente un guru per noi giovani, questo amico, molto saggio, disponibile, coerente con i suoi principi cristiani , penso cristiani, anche se a volte semrava più buddhista ma vabbè! L'importante è la sostanza.
Cosa ancora più misteriosa è che io andavo sempre nel paese vcino, passando sul ponte antico romano, così dicono in paese. (era passato un anno da quando dovevo fare una cosa veloce a farmela passare) e da quel ponte, due si sfilavano e rimanavamo io e te, soli.. a guardare il fiume nero, con i riflessi delle luci che prendevano un colore rosso, tanto ce sembravano dei piccoli pesciolini! e così per qualche giorno, finchè non fui io a chiederti "vuoi uscire con me" e insomma, su questa risposta non abiamo mai avuto idee uguali, io capii sì, tu dici no, ma continui a venre sul ponte e dopo una settimana dici sì..Vabbè, comunque alla fine siamo insieme, amore mio. Ricordo che era bello girare mano nella mano! Non te l'ho mai detto ma l primo giorno di lavoro "da fidanzato" ero completamente rincoglionito" mai avuta la sensazione simile, con la testa tra le nuvole e incapace di concentrarmi in qualche modo..
Parentesi personale
..Allora io ero comunista con speranza, oggi con nostalgia. Nella famiglia di Ophelia un comunista era una novità, forse preoccupante, ma non ero un comunista violento. anzi non mi sono mai picchiato, in vita mia. Radicale sì, specie da giovane. Ovvio, a quei tempi l'officina era una cellula di partito, la mia fabrica una elaborazione politica continua, dispiace che molti giovani non abbiano fatto questa esperienza, capire cosa era il partito comunista più grande dell'occidente, vivere in quel periodo. La fabbrica ra per me una famiglia, s facevano tornei di pallone, capodanni, basane e salame tutti gli anni. Ma sopratutto, si era un'altra generazione. Non so se la generazione di ogi sia meglio o peggio, non mi intenressa saperlo, ho le mie idee in proposito, ma io so che la mia generazione era bella. Che poi erano tante generazioni, in un contesto di fabbrica, operai di 60 anni, giovani di 16, come mè. Ma insomma eravamo uniti, anche se non dello stesso partito..Quanti partiti!! Da questo amore per la bandiera rossa, nacque la nostra canzone, mia e di Ophelia. Si direbbe sarebbe dovuta essere di Guccini, nvece ..Abbiamo mediato su Bertoli, una canzone che dice tutto, il nostro modo di pensare, concreto senza molti paroloni "Per dirti t'amo" .
Ophelia non lo ha mai detto, ma io credo che in fondo, era più comunista di me. Ricordo un cugino dei tanti Angelo, grande cantautore, bella voce, buon suonatore di chitarra, che di primo acchito definì Ophelia comunista, non me. Iniziavano allora i primi sbandamenti politici, il Pci nella NATO e il compromesso storico, le ideologie si stavano suicidando, per arrivare allo strazio odierno, in pochi anni. Tuttavia ho voluto precisare questo particolare, per rendere meglio l'idea a volte, di certe cose successe, di come pensavo, e on chi aveva a che fare Ophelia..Una testa dura!!! Anche un po capricciosa, a volte.. Grazie Ophelia perchè non mi hai mai ostacolato nelle mie idee, mai , mai..





